Tradizione & Modernità

Abbiamo cercato di realizzare il perfetto connubio tra tradizione e moderna cucina, creando per voi un ambiente accogliente immerso in un contesto carico di storia.

Orari di apertura

L' Osteria è aperta dalle ore 12:00 e dalle ore 19:00

Telefono Osteria

Per prenotare chiamare il n°: 0584 71514

Dove siamo

via Padre Eugenio Barsanti, 52-54 Pietrasanta

Perchè Osteria Barsanti?

padrebarsantiNicolò Barsanti nacque a Pietrasanta il 12 ottobre 1821. Venne educato presso i padri scolopi, allo scopo di poter frequentare l’istituto interno ad orientamento scientifico, dove fu ordinato sacerdote, assumendo il nome di padre Eugenio.

Nel 1841, divenuto docente, illustrando agli allievi un esperimento sull’esplosione di una miscela incendiaria di aria e idrogeno, ebbe l’idea di sfruttare l’espansione rapida del gas per sollevare un pistone. Trasferitosi ad insegnare fisica e idraulica nel 1845 all’Osservatorio Ximeniano di Firenze ebbe la possibilità di sviluppare la sua idea e soprattutto d’incontrare l’ingegnere Felice Matteucci con cui collabò per il resto della vita.

Nacque così il primo motore a scoppio funzionante della storia.

I due riuscirono a depositare l’invenzione il 5 giugno 1853 presso l’Accademia dei Georgofili di Firenze e, nell’anno successivo, a brevettarla in Inghilterra, Francia, Belgio, Prussia e Piemonte, attraverso l’istituzione della Società anonima del nuovo motore Barsanti-Matteucci. La costruzione del motore ebbe inizio nel 1860 presso le officine di Pietro Benini. Quello stesso anno, durante l’Esposizione Nazionale di Firenze delle Arti e delle Industrie, fu messo in funzione un modello del motore Barsanti-Matteucci, costruito dalle Officine meccaniche del Pignone.[1]
Prove dinamiche dimostrarono un rendimento cinque volte più elevato per il nuovo motore rispetto agli altri sino allora progettati e per questo ottenne la medaglia d’argento dall’Istituto Lombardo delle scienze. Purtroppo padre Barsanti non riuscì a vedere la fine della produzione del suo motore, in quanto si spense a Seraing (Belgio) nell’aprile 1864.

Nel 1877 Felice Matteucci, di fronte all’attribuzione dell’invenzione del motore a scoppio a Nikolaus August Otto, rivendicò l’invenzione a sé e a Barsanti, facendosi forte del brevetto depositato in Inghilterra, Francia, Piemonte e all’Accademia dei Georgofili a Firenze. Ma non riuscì a farsi riconoscere l’invenzione, nonostante il disegno di Otto fosse palesemente simile al loro. Oggi i brevetti Barsanti-Matteucci sono conservati presso l’archivio della biblioteca del Museo Galileo a Firenze.

Con il nostro locale abbiamo voluto rendere omaggio ad un grande uomo di fede e scienza